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Beach Tennis

La posizione di partenza avviene con il piede davanti (il sinistro per i destri ed il destro per i mancini) posto obliquo rispetto e alla linea di fondocampo e con l’altro piede leggermente dietro come a formare una L. Ci possono essere due tipologie di movimento dei piedi dette foot-up dove il piede destro si avvicina al sinistro durante la preparazione e foot-back dove entrambi i piedi mantengono la loro posizione fino alla spinta delle gambe. Nel primo caso il piede destro si porta vicino e parallelo al piede sinistro mentre nel secondo caso i piedi effettuano la spinta dalla posizione di partenza e quindi devono essere posizionati subito in una posizione comoda per la spinta verso l’alto delle gambe.

La preparazione è un movimento del tutto personale e non incide minimamente sulla potenza del colpo ma serve al giocatore per arrivare con il giusto tempismo all’impatto con la palla. Consiste nel caricamento del braccio prima dell’impatto e può essere effettuata in maniera completa, con un movimento del braccio verso il basso-dietro-alto, parziale con movimento dietro-alto (quella adottata da Simone nella sequenza fotografica) o nulla con il braccio che parte gia dietro la testa e si muove solo verso l’alto. Quest’ultima è quella più adottata dai campioni del beach tennis (Come Calbucci e Maldini per intenderci mentre al contrario Petrucci adotta quella completa sempre con ottimi risultati, ndr) in quanto essendo più breve semplifica il movimento in condizioni difficili come ad esempio la presenza di vento che può spostare la palla dopo il lancio.

Il lancio della palla avviene esattamente davanti al corpo (a ore 12, con eventuali piccole variazioni a destra per l’effetto slice e a sinistra per il kick) e può essere più o meno alto a seconda del tipo di preparazione. Se completa sarà necessario un lancio più alto per consentire a tutto il movimento di essere effettuato senza che la palla scenda troppo prima dell’impatto che deve avvenire nel punto più alto possibile. Il lancio, che deve essere effettuato nella maniera più precisa possibile, avviene in maniera lenta e controllata con il braccio di lancio che resta teso a puntare la palla anche subito dopo il lancio.

Il braccio racchetta dopo la preparazione va a posizionarsi dietro la testa con l’avambraccio piegato a circa 90 gradi (vedi figura 3). È importante che in questa posizione la spalla destra sia posta più in basso della sinistra in modo da poter generare, con il movimento successivo, velocità di palla grazie al ribaltamento in avanti delle spalle. Le spalle inoltre sono ruotate, in un’ipotetico piano orizzontale, rispetto alla linea di fondocampo di un angolo da 45 a 90 gradi anche in questo caso per generare velocità grazie alla rotazione del corpo su se stesso. Da dietro la testa il braccio racchetta si muove velocemente verso la palla stendendo il braccio verso l’alto ad impattare la palla nel punto più alto possibile. Contemporaneamente la parte bassa del corpo aiuta questa estensione con la spinta delle gambe verso l’alto che può anche terminare con l’elevazione da terra.

L’impatto avviene in alto davanti al corpo e può essere piatto o con rotazione (slice o kick).

Per impatto piatto la racchetta , che nel movimento verso l’alto avviene di taglio verso la palla, ruota di 90 gradi subito prima dell’impatto arrivando alla palla completamente piatta generando il massimo della velocità per un servizio.

Nei servizi con rotazione la racchetta rimane “di taglio” fino all’impatto con la palla generando lo spin (effetto) che da rotazione alla palla dopo l’impatto. La rotazione slice (taglio) genera un effetto laterale (tendente a sinistra per i destri) mentre la rotazione kick può essere ottenuta tagliando la palla dal basso verso l’alto generando una rotazione verticale (tendente verso al basso). Queste rotazioni generano meno velocità di palla facilitando però il compito alla palla nel rimanere in campo e sono utili nel beach tennis a causa della altezza della rete consentendo una maggior “finestra di sicurezza” per il battitore.

Una ulteriore estremizzazione dell’effetto di rotazione verticale può essere utilizzata nel servizio “Lob” (pallonetto) nel quale si accentua il movimento del taglio verso l’alto che consente alla palla di scavalcare gli avversari ricevendo un top spin che ne facilita successivamente l’entrata in campo.

Il finale è più una conseguenza del movimento verso la palla e avviene con la racchetta che finisce a sinistra del giocatore destro (vedi figura 6) e a destra per il mancino. I casi estremi di servizi con molta rotazione il finale può avvenire anche verso destra o anche verso l’alto per i servizi “lob”. È importante, come già spiegato per lo smash, che durante l’impatto avvenga il piegamento dell’avambraccio e la flesso-chiusura del polso in modo da attivare una catena cinetica che dia la maggior spinta possibile alla palla. Per quanto riguarda le gambe, dopo la spinta e la conseguente elevazione, si atterra sulla gamba sinistra con la gamba destra leggermente piegata all’indietro pronti a procedere verso la rete per l’eventuale volè successiva.